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CASE POPOLARI: NORMATA LA MOBILITÀ VOLONTARIA, PRESTO IN COMMISSIONE IL REGOLAMENTO. 200 GLI ALLOGGI NEL TIFERNATE; CIRCA 150 DOMANDE IN GRADUATORIA
Cooperazione
11.07.2018 -


Presto il consiglio comunale di Città di Castello rivedrà il regolamento per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, definite nella consuetudine “case popolari”; sono complessivamente circa 200, per 150 domande in attesa di assegnazione e di recente l’Ater ha integrato la disponibilità acquistando 10 alloggi, presso la zona industriale nell’area conosciuta come “Il tirassegno”. Nel frattempo la commissione Servizi ha esaminato un aspetto particolare, ma non infrequente della materia, modificando la norma sulla mobilità volontaria da un alloggio all’altro nell’ambito di cittadini già assegnatari. In sostanza chi, titolare di una casa popolare, manifesti l’esigenza di cambiare, potrà farlo, nell’ambito della graduatoria generale ogni cinque alloggi assegnati, se ricorrono tre motivazioni stringenti: perché la famiglia è aumentata o diminuita e gli spazi non corrispondono ai parametri stabiliti dalla legge; per avvicinarsi al luogo di lavoro e di cura; o per problemi di carattere socio-sanitario. Sono queste le tre tipologie che permetteranno ad un assegnatario di liberare la propria casa, che verrà riassegnata, e occuparne una più confacente alla sua attuale situazione. Giovanni Procelli, presidente della commissione, ha ringraziato dell’iter accelerato l’assessore alle Politiche sociali Luciana Bassini: “Siamo i primi un Umbria ad avere questo regolamento” ha detto l’assessore, passando la parola a Francesco Grilli, storico responsabile del Servizio dell’Edilizia residenziale pubblica, per il quale il regolamento è stato l’ultima procedura prima del pensionamento. Commissione ed assessore lo hanno ringraziato “per il lavoro compiuto in un settore molto sensibile della pubblica amministrazione”. Illustrando l’atto, Grilli ha parlato dell’articolo della norma più generale che disciplina il modo in cui gli assegnatari possono cambiare l’alloggio in casi specifici. Recepisce gli aggiornamenti della legge regionale di riferimento e permetterà di risolvere alcune situazioni critiche o familiari o ambientali, disagio e malattia, o per avvicinamento ai luoghi di lavoro e di cura.  Il cambiamento di alloggio per mobilità è inserito ogni cinque alloggi assegnati sulla base di una graduatoria, stilata sulla base dei criteri, dei punteggi e delle preferenze previsti all’articolo 5. La mobilità è volontaria perché anche se la casa è diventata stretta non possiamo sradicare le famiglie d’ufficio ma nel caso corrispondere ad una loro richiesta”. Il capogruppo di Forza Italia Cesare Sassolini ha ribadito come “a fronte di una penuria di alloggi, il regolamento favorisce i nuclei con alcune caratteristiche tra cui la numerosità. Non vorrei che passasse l’informazione che tale beneficio sia automatico. E’ necessario dire che si liberano appartamenti all’interno delle disponibilità esistenti. Poi vorrei una verifica sulla persistenza dei requisiti per i destinatari”. Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, ha commentato che “il regolamento non si discosta dalla legge regionale. Lo scambio volontario può inserirsi nella mobilità regolata dalla norma”. Massimo Minciotti, consigliere del Pd, ha fatto i complimenti alla Bassini perché “da quando ci siamo insediati abbiamo approvati diversi regolamenti e tra questi molti relativi alle deleghe dell’assessore. Bene alla mobilità volontaria per equilibrare meglio le esigenze”. Minciotti ha chiesto quanti siano gli alloggi di edilizia residenziale e perché non se ne faccia di nuovi: Federico Calderini ha ricordato “il recente acquisto da parte dell’Ater di un complesso per dieci alloggi presso la zona industriale per un totale approssimativo di 200 appartamenti, di cui nessuno disponibile a fronte di 150 domande. Fino a qualche tempo fa sfioravano le 300”. Marco Gasperi, capogruppo del Movimento Cinque Stelle, si è detto vicino al pensiero di Sassolini “nel concetto della poca trasparenza. La mobilità sarà gestita con modalità che sfuggono al sindacato effettivo. Apriamo la commissione ai consiglieri comunali. Inoltre la mobilità crea una domanda perché tutti chiederanno un alloggio più grande”.Marcello Rigucci, capogruppo della Lega, ha chiesto che “nelle commissioni non siedano coloro che hanno interessi. Non ci devono essere esperti o professionisti attivi. Limiterei la mobilità per motivi di lavoro solo ai disabili. In caso di cambio, gli alloggi devono essere liberati integri ed idonei ad essere riassegnati”.  Vittorio Massetti, consigliere del PD, si è detto molto favorevole “al regolamento che tiene conto delle esigenze delle famiglie”. Anche Luigi Bartolini, consigliere del Psi, ha espresso un giudizio positivo, “ben stilato e trasparente”. L’assessore Bassini ha annunciato che “le verifiche sono state predisposte e che valuterà la praticabilità giuridico-amministrativa di forme di integrazione del controllo una volta nominata la nuova commissione, che è in scadenza. Sia aprendo ai consiglieri che facendo convergere la redazione delle graduatorie sull’organismo”.

 


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